Diagnosi di arteriopatia periferica

La malattia arteriosa periferica (PAD) è una condizione causata dall’ostruzione delle arterie periferiche, con conseguente aumento del rischio di eventi cardiovascolari e morte prematura. Il classico sintomo PAD è la claudicazione intermittente o dolore alla deambulazione, ma è importante tener conto del fatto che due terzi di tutti i pazienti è asintomatico. La diagnosi precoce mediante test vascolare non invasivo e il conseguente precoce trattamento, sono fondamentali per salvare vite umane.

L’aumento della popolazione di pazienti diabetici asintomatici e con valore di ABI falsamente normali o alti, ha indotto negli ultimi anni un cambiamento nella diagnosi di PAD. Per avere risultati da test vascolari affidabili e non invasivi, è necessario valutare pressione all’alluce, ricomparsa volumetrica delle pulsazioni (PVR) e ossigeno transcutaneo (tcpO2).

Perché la diagnosi è più complessa nei pazienti diabetici?

  • Neuropatia
  • lesioni multiple e più lunghe
  • Asintomatici
  • Ridotto flusso collaterale
  • Sotto il ginocchio
  • Più aggressivo
  • Problemi microcircolatori
  • deficit di perfusione ai piedi più grave

Ischemia critica degli arti inferiori (CLTI)

La CLTI è una forma più grave di PAD con significativa tasso di mortalità, morbilità e un maggiore utilizzo delle risorse sanitarie. Il flusso ematico distale e la funzione microcircolatoria sono gravemente compromessi con conseguente dolore a riposo, ulcere ischemiche e gangrena. La CLTI è una diagnosi clinica ma dovrebbe essere supportata da test vascolari obiettivi. A causa dell’alto rischio di calcifiazione vasale con ABI falsamente normale o alto, anche nei non diabetici, le pressioni all’alluce, PVR e tcpO2 dovrebbero essere valutati in tutti i pazienti.

  • Il 30% dei pazienti con CLTI confermata ha ABI normale o alto.
  • Tutti i pazienti con sospetta CLTI dovrebbero essere valutati secondo la classificazione WifI, misurando pressione all’alluce o tcpO2.
  • La tcpO2 è la migliore modalità per valutare il livello di ischemia e dare priorità alle procedure vascolari.
  • A causa della natura complessa della CLTI, tutti i pazienti sottoposti a intervento vascolare devono essere rivalutati con pressione all’alluce o tcpO2 per garantire un ripristino della perfusione.

 

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